Durante una sessione, Va. mi racconta che non è felice nella relazione in cui si trova, ma non riesce a lasciare il suo partner. Perché accade questo e come si può risolvere?
Dopo alcune sessioni di esplorazione, emerge che la ferita primaria di Va. è il rifiuto, individuata già nel primo colloquio, quando mi diceva: “ho paura di sentirmi rifiutata quando non sono brava a trattare con i clienti”.
Osservando più a fondo, comprendiamo però che questa ferita primaria nasconde una ferita secondaria: l’abbandono. Va. infatti sostiene di non riuscire a lasciare il partner perché, per lei, stare in una relazione significa sentirsi al sicuro.
Quando la sicurezza personale dipende dalla presenza dell’altro, si attiva una forma di dipendenza affettiva: la maschera tipica della ferita dell’abbandono.
Le chiedo allora:
– Quindi, per sentirti sicura, devi necessariamente stare con qualcuno?
– Sì.
– Perché solo un’altra persona può darti sicurezza?
– Esatto.
– E come potresti invece darti sicurezza da sola?
A questa domanda risponde che è impossibile, convinta che solo attraverso l’altro possa sentirsi al sicuro. Tuttavia, sul suo volto si intravede già un dubbio, il segno di un possibile cambiamento.
Da lì, costruiamo insieme un piccolo programma di allenamento: un percorso pratico che le permette, passo dopo passo, di sperimentare azioni concrete capaci di generarle sicurezza personale in modo autonomo, soprattutto nelle situazioni sociali.
Con il tempo, abbiamo verificato i risultati, rinforzando i comportamenti che le restituivano benessere e lasciando andare quelli che non portavano a un esito positivo. Va. ha così creato un nuovo schema di azione (non più di reazione) sostituendo la vecchia dinamica e migliorando significativamente la qualità della sua vita.